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cecilia polidori TWICE DESIGN LESSONS - http://ceciliapolidorideisgnlezioni2.blogspot.com

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"Si continua ad abbandonare qualcosa. Si continua a dire addio. Il problema, forse, è cercare d'inventare nuove perfezioni, pensare che ogni momento è una perfezione che comunque si può perfezionare..."

Ettore SOTTSASS, Scritto di notte, maggio 2010

"Si procede per tentativi, valutando empiricamente le diverse soluzioni possibili..."

Enzo MARI, 25 modi per piantare un chiodo, marzo 2011

la foto di fondo è un autoritratto dell'Autrice all'esterno di The Cloud Gate, AT&T Plaza, Millenium Park, S Michigan Ave, Chicago, Illinois, comunemente chiamato The Bean, il Fagiolo,agosto 2011

capodanno a new york 2012 foto cecilia polidori

capodanno a new york 2012 foto cecilia polidori
capodanno a new york 2012 foto cecilia polidori

capodanno in Times Square 2012, foto Francesco G. Teratone

capodanno in Times Square 2012, foto Francesco G. Teratone
capodanno in Times Square 2012, foto Francesco G. Teratone

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martedì 13 dicembre 2011

PACKAGING LINEE E COLORI

Per realizzare gli schemi di packaging dell'Esercitazione n°1(vedi sito specifico delle "Lezioni di design"-Twice Design Lessons:cecilia polidori TWICE DESIGN LESSONS: appunti Lezione 4, 1° esercitazione),definiti dalla prof. Arch. C. Polidori, ho effettuato una serie di prove inizialmente per capire come funziona il montaggio, successivamente per stabilire la decorazione.
Per la decorazione ho basato il mio packaging facendo riferimento alle lettere che Gio Ponti scriveva ai suoi amici, ovvero lettere cartoline, a volte a larghe strisce colorate o un disegno.
Possiamo vedere alcuni  esempi che ho effettuato per stabilire la decorazione del mio packaging, ho usato in alcuni casi linee e cerchi colorati su fondo bianco o su fondo colorato differente per ogni faccia, oppure utilizzare due colori per ogni faccia.
Nel decidere quale fosse il più interessante da realizzare , ho deciso di riprendere la lettera di Gio Ponti e studiare le linee e i cerchi che lui ha creato. 
Ho evidenziato le fasce che ho usato nel  mio packaging, esse riproducono il disegno dalla lettera di Gio Ponti, in più ho inserito per ogni faccia dell'anello un colore base differente ma sempre facendo riferimento hai colori della lettera cartolina di Gio Ponti.
Per realizzare il mio anello di cartoncino, ho ritagliato la sagoma e montato i volumi.
La fine di questo gioco mi ha portato a progettare il Packaging linee e colori.

Riferimento link immagine:

Riferimento link packaging:

Negativi - Positivi, Bruno Munari - Anello fermaelaborati

Per la decorazione del mio fermaelaborati ho deciso di utilizzare delle pitture dell'artista Bruno Munari, scoperte e studiate nella lezione passata. Tra tutte le opere del disigner ho utilizzato le pitture intitolate "Negativi - Positivi". Le pitture negative-positive sono tra le opere più famose di Bruno Munari, proviamo a descrivere questa ricerca nei suoi aspetti formali, estetici e didattici. Con l'astrattismo il soggetto scompare dalla pittura, il soggetto diventa la pittura stessa, cioè forme e colori liberamente inventati. L'astrattismo concreto libero dagli intralci della narrazione, del significante, del realismo o del surrealismo, del simbolismo o dell'espressionismo, propone forme autonome, che non sono figure della realtà, ma realtà autonome esse stesse, realtà concrete. Si riportano alcune delle annotazioni sui bozzetti preparatori - ogni elemento che compone il quadro deve poter essere considerato il "soggetto" - non ci deve essere un soggetto posato sul fondo (come una "natura morta") - uno degli elementi può essere intravisto - accennato - non si può fare l'opera d'arte NUOVA usando gli elementi della pittura vecchia - il segno che disegna i negativi-positivi - disegna dalle due parti - è un confine (e non un esterno) - il segno tradizionale è un contorno (disegna solo da una parte) La parte superiore dell'anello è stata concepita per fondere i colori di queste pitture utilizzando uno schema semplice bianco e nero, sul quale nella parte bianca è riportato il nome dell'oggetto (Negativi - Positivi, Bruno Munari). Al suo interno le pareti sono bianche eccetto per una che riprende un altra pittura di Munari con l'aggiunta del cognome dell'artista come tocco finale. Ecco alcune foto del prodotto finito dopo il ritaglio e l'assemblaggio. Link di riferimento: http://www.munart.org/index.php?p=15

SPERIMENTANDO...



"Questo processo di acquisizione della conoscenza è sempre basato sul medesimo uno-due, uno-due (cioè prassi-teoria, prassi-teoria corretta), in costante evoluzione...Il nocciolo di ogni conoscenza, per me, sta in quel cruciale, cronico uno-due"
Enzo Mari, 25 modi di piantare un chiodo, ediz. Mondadori, Milano, marzo 2011, 1° ediz. , cap.V. PAG.34
Partendo da questa interessante riflessione di Enzo Mari, mi interrogo se è proprio quello l'obbiettivo di questa nuova esercitazione. Cioè la comprensione della teoria, dei segreti, della tecnica di una materia così complessa e variegata come il design. Progettare è un processo mentale, ma non solo. Ha volte le idee migliori sono infatti sfrutto del semplice "fare"...a quanti è capitato per esempio di disegnare o realizzare qualcosa mentre si sta facendo altro, senza pensare troppo a quello che si sta facendo per scoprire alla fine di aver realizzato qualcosa "niente male!" ?Beh,a me è successo.
Ho cominciato questa nuova esercitazione sperimentando...
Quando pensavo a cosa realizzare la mia testa si svuotava, le mie idee vagavano, il mio cervello sembrava un foglio da disegno tutto bianco...allora ho smesso di pensare e ho fatto come ha suggerito Enzo Mari...mi sono messa a lavorare...a tagliare e ritagliare, incollare, sovrapporre....senza un'idea a priori. L'unica mia fonte di ispirazione era il maestro e alcuni suoi disegni tratti da vari libri per bambini da lui realizzati...disegni semplici ma di grande comunicazione... Così ne è venuto fuori questo..
un po' troppo abbozzato forse e poco preciso di certo...ma efficace credo perché comunque esprime a pieno un concetto: l'interpretazione del paesaggio attraverso gli occhi dei bambini, secondo il linguaggio di Enzo Mari, per mezzo di una mia "pragmatica" sperimentazione

"scelgo quei soggetti semplici, sapendo che, dal punto di vista simbolico, sono significativi da millenni"


Enzo Mari, 25 modi di piantare un chiodo, ediz. Mondadori, Milano, marzo 2011, 1° ediz. , cap.V. PAG.60

Bibliografia delle immagini:
http://babyccinokids.com/blog/2009/11/17/books-without-words-by-iela-and-enzo-mari/
http://theanimalarium.blogspot.com/2009_08_01_archive.html
http://www.buybaby.it/customer/search.phptypesearch=&numerorisultatiperpagina=10&substring=&vers=Libri&in_category=33&catalogo=SI&printable=Y&page=

Arte concreta per un anello fermadisegni

Delle “15 variazioni su un tema” di Max Bill, io ne ho scelte quattro e le ho applicate come motivo decorativo al mio anello ferma disegni. Rappresentano 15 forme espressive dissimili tra loro, esplicitate però dal medesimo tema. La forma originaria dalla quale scaturiscono è l’ ottagono, che muovendosi attraverso linguaggi sempre differenti dà vita, appunto, alle cosiddette “variazioni”, accomunate dal “tragitto” che descrivono, uguale per tutte. Così, comprese le diverse logiche con cui si compongono, ho potuto riadattarle per applicarle al mio anello, le cui facce sono invece di forma rettangolare. Quest’ ultima infatti diventa la mia forma di partenza, diversamente da quanto accade nell’ opera di Bill e di conseguenza pur rispettando la stessa logica e gli stessi colori utilizzati dal Maestro, il “tragitto” che ne viene fuori è del tutto differente.

lunedì 12 dicembre 2011

non capisco xké siete così in difficoltà a dire le cose semplicemente come stanno

domenica 11 dicembre 2011

Esercitazione n 1 (vedi sito web specifico delle "Lezioni di design" -Twice Design Lessons:  cecilia polidori TWICE DESIGN LESSONS: appunti Lezione 4, 1° esercitazione ) 
Seguendo le indicazioni della prof, etc., oppure  applicando gli schemi ed i tracciati packaging che la prof ci ha fornito, etc " Tutti hanno uno, due, tre, infiniti sogni nel cassetto. Io invece ho un sogno speciale. E' un progetto. E' un sogno-progetto pieno di energia.  Energia "pulita"che viene sprigionata dalla potenza del mare. Il mio sogno è così bello. E' fatto di muri di cemento, tagliati da superfici trasparenti che catturano la luce del sole.
Il mio sogno è altissimo, leggero. Ci sono dei ferri che volano in alto, che si intrecciano per scalare il cielo.
Il mio sogno è speciale perché mi travolge, mi ossessiona, suggestiona la mia mente e il mio stato d'animo ed io possiedo degli strumenti che mi permettono di trasformarlo, migliorarlo continuamente.
Il mio sogno è un qualcosa di più e per questo anch'esso si trova al sicuro. 
Adopero dei segni, dei tagli, delle pieghe e degli incastri, creando due contenitori di differenti dimensioni per custodirlo.
Così facendo, io il mio sogno lo posso posare e portare sempre con me.

Ho voluto far siì che i pacchetti trasmettano o "o voluta far sì che ...trasmettessero, o voglio far sì che ... trasmettano le stesse emozioni del mio sogno e che possano idem o potessero o possano a seconda del caso quindi richiamare il progetto della centrale elettrica che andrò a riporre all'interno di essi. Ho usato cartoncini dai colori di ghiaccio, che ricordino le gelide correnti marine. 
In particolare,  scegliendo tra le opzioni della 1°esercitazione,   ho riprodotto il disegno il disegno del disegnato il bambino della collana "Carte da Disegno, Sogni e altre cose", ideata da Enzo Mari per Danese negli anni 70, oggi edita da Corraini.
Sulla testa del bambino ho disegnato inserito, o aggiunto, o applicato le onde del mare, .... che simbolicamente rappresentano, richiamo, oppure in  modo da suggerire... la loro energia, le architetture di ferro.
Ho decorato i pacchetti con dei tratti veloci, contornando alcuni di essi con il pennarello argento per conferire luminosità, ispirandomi quindi a quelli che sono i caratteri dell'arte Futurista.??? cosa l'argento?

domenica 11 dicembre 2011

Il sogno chiuso in un PACCHETTO...


Applicando gli schemi ed i tracciati packaging che la prof. ci ha fornito nell'Esercitazione n° 1 ( vedi sito web specifico delle "Lezioni di design" - Twice Design Lessons: cecilia polidori TWICE DESIGN LESSONS: appunti Lezione 4, 1° esercitazione) ho realizzato due porta rotoli e ho provato a commentare le foto nella maniera di Ettore Sottsass, in Foto dal finestrino, ediz. Adelphi, Milano, Dicembre 2009.



Tutti hanno uno, due, tre, infiniti sogni nel cassetto. Io invece ho un sogno speciale. E' un progetto. E' un sogno-progetto pieno di energia.  Energia "pulita"che viene sprigionata dalla potenza del mare. Il mio sogno è così bello. E' fatto di muri di cemento, tagliati da superfici trasparenti che catturano la luce del sole.

Il mio sogno è altissimo, leggero. 
Ci sono dei ferri che volano in alto, che si intrecciano per scalare il cielo.

Il mio sogno è speciale perché mi travolge, mi ossessiona, suggestiona la mia mente e il mio stato d'animo ed io possiedo degli strumenti che mi permettono di trasformarlo, migliorarlo continuamente.
Il mio sogno è un qualcosa di più e per questo anch'esso si trova al sicuro. 
Adopero dei segni, dei tagli, delle pieghe e degli incastri, creando due contenitori di differenti dimensioni per custodirlo.
Così facendo, io il mio sogno lo posso posare e portare sempre con me.



Ho voluto far si che i pacchetti trasmettessero le stesse emozioni del mio sogno e che possano quindi richiamare il progetto della centrale elettrica che andrò a riporre all'interno di essi. Ho usato cartoncini dai colori di ghiaccio, che ricordino le gelide correnti marine. 
In particolare, scegliendo tra le opzioni della prima esercitazione ho riprodotto il disegno del bambino della collana "Carte da Disegno, Sogni e altre cose", ideata da Enzo Mari per Danese negli anni 70, oggi edita da Corraini.
Sulla testa del bambino ho aggiunto 
le onde del mare, che simbolicamente rappresentano  la loro energia e le architetture di ferro.











Anello fermadisegni purista

Dopo aver cercato di comprendere la traccia di packaging dell'Esercitazione n°1(vedi sito specifico delle "Lezioni di design"-Twice Design Lessons:cecilia polidori TWICE DESIGN LESSONS: appunti Lezione 4, 1° esercitazione), seguendo le indicazioni lasciate a lezione dal prof. Arch. C. Polidori, ho deciso, di basarmi per la decorazione del mio anello fermadisegni su una scoperta che avevo fatto durante la redazione di un mio post precedente, vale a dire il "gioco dei rettangoli" di Le Corbusier, espediente che egli applicò per dimostrare la versatilità delle applicazioni della sezione aurea. Proprio per questo nella prima fase ho cercato di modulare le facce visibili del mio anello utilizzando non solo il gioco dei rettangoli di Le Corbusier ma anche i tipici colori puristi che Le Corbusier utilizza anche nella facciata del padiglione dell'Esprit Noveau.
Quindi nella seconda fase dopo aver ritagliato la sagoma della scatola su un foglio di cartoncino,l'ho foderata con una seconda sagoma che riporta la combinazione di alcuni moduli del gioco dei rettangoli e colorata. Il risultato finale è un anello dai disegni che ho chiamato "purista" per i riferimenti alla poetica corbusiana.

sabato 10 dicembre 2011

Realizzazione di un anello quadrato per contenere fogli arrotolati.


Iniziamo a giocare, realizzando un anello quadrato che conterrà i fogli arrotolati che solitamente usiamo per le nostre revisioni.
“Cerco di spiegare che i neuroni della nostra mente sono molto più potenti dell’hardware di ogni computer, che disegnare e scrivere a mano li mette in funzione in modi imprevedibili, che saper usare la prospettiva aiuta a risolvere problemi strutturali”
Enzo Mari, 25 modi per piantare un chiodo, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, p.130
Realizzo dei disegni a tratto scegliendo tra le opzioni della 1°esercitazione (vedi sito web specifico delle "Lezioni di design" -Twice Design Lessons: cecilia polidori TWICE DESIGN LESSONS: appunti Lezione 4, 1° esercitazione ) ispirandomi alle lettere che Gio Ponti mandava ai suoi amici, e inizialmente non è stato facile acquisire questa tecnica.

Esempio di riferimento


Prima di realizzare l’anello faccio qualche schizzo e prova per capirne le giuste dimensioni.
Dopo aver capito la procedura di realizzazione dell’anello, ne creo un secondo di diverse dimensioni, sempre utilizzando la tecnica del disegno a tratto, ma stavolta ispirandomi ad Enzo Mari, aggiungo alcune figure che egli utilizza ne Il gioco dei 16 animali.
Guardando gli esempi che ci sono stati forniti, decido di realizzare uno schizzo utilizzando ancora una volta i disegni a tratto, ma stavolta utilizzo alcune figure delle Carte da disegno di Enzo Mari.
Successivamente realizzo anche il contenitore porta rotoli con tappo ...
Le immagini delle lettere di Gio Ponti sono tratte da: